POS scontrini 2026: obblighi, costi e scontrino elettronico
Dal 1° gennaio 2026 ogni POS va collegato al registratore di cassa telematico: scontrino e incasso elettronico devono corrispondere. Nel primo semestre 2026 i corrispettivi emersi sono cresciuti di 9,1 miliardi di euro, con circa 160 milioni di scontrini in più, secondo AEB sistemi. Ecco obblighi, esenzioni e costi.
Cosa cambia nel 2026: POS e scontrini collegati
Dal 1° gennaio 2026 ogni strumento di pagamento elettronico deve essere collegato allo strumento di certificazione dei corrispettivi, secondo l'articolo 1, commi 74-77, della Legge di Bilancio 2025. Il collegamento è logico, si registra nel servizio Gestione collegamenti del portale Fatture e Corrispettivi e non richiede cavi: l'importo incassato con carta deve risultare coerente con il corrispettivo trasmesso all'Agenzia delle Entrate.
L'impatto sulla trasparenza è misurabile. Secondo AEB sistemi, nel primo semestre 2026 l'imponibile emerso è cresciuto di 9,1 miliardi di euro rispetto allo stesso semestre del 2025, con circa 160 milioni di scontrini in più emessi. Per i POS attivi a gennaio la scadenza per l'abbinamento era il 20 aprile 2026; i nuovi terminali vanno collegati tra il 6 e l'ultimo giorno del secondo mese successivo all'attivazione. I dettagli di procedura e termini sono nella guida al collegamento POS-RT.
Scontrino elettronico: QR code e invio via SMS
Lo scontrino elettronico è previsto dall'art. 1-bis del DL 124/2019, introdotto dalla Legge di Bilancio 2021: il cliente può ricevere il documento con un QR code o via SMS, associato a codice fiscale o codice fiscale digitale. Il corrispettivo resta certificato e trasmesso all'Agenzia delle Entrate come lo scontrino cartaceo.
Per l'esercente il vantaggio è operativo: niente carta termica, chiusura di cassa più rapida e scontrino conservato nel sistema. In locali con ritmo alto come i bar, dove il ticket medio è basso e le code si formano in orario di colazione e aperitivo, la combinazione tra terminali contactless e scontrino digitale riduce i tempi del pagamento. I sistemi che trasmettono telematicamente e integrano il POS evitano anche il doppio inserimento dell'importo.
Quando lo scontrino non è obbligatorio
L'esenzione dallo scontrino cartaceo vale per importi fino a 40 euro quando l'esercente usa al massimo 4 raccoglitrici per cliente, secondo la Legge di Bilancio 2023 (Legge 197/2022). Il cliente può comunque richiedere il documento a qualsiasi importo, e la richiesta va soddisfatta.
Dal 1° marzo 2020 il bollo è gestito con il meccanismo virtuale automatico: non serve più apporre l'impronta a macchina quando il corrispettivo è trasmesso telematicamente. Sono invece esonerati dall'obbligo di documento commerciale gli esercenti che emettono sempre fattura, la vendita di carburante, i distributori automatici e la ricarica di veicoli elettrici. Se il POS è usato solo per operazioni esonerate può essere dichiarato come tale, ma in quel caso non va utilizzato per incassi certificati.
Costi reali: commissioni POS e scontrino digitale
Eliminare la carta termica riduce i costi di consumo, ma la voce che pesa resta la commissione sulle transazioni. Le tariffe blended applicano una percentuale unica, tipicamente tra l'1,4% e l'1,75%, che nasconde i costi reali del circuito. Con il pricing IC++ ogni componente è separata e verificabile: interchange del 0,2% sul debito e dello 0,3% sul credito fissata dal Regolamento UE 2015/751, scheme fee e markup del provider. RoxPay applica €0,15 + dallo 0,35% allo 0,85% (IC++).
Su un locale con 10.000 euro di incassi elettronici al mese, la differenza tra una tariffa opaca e un modello trasparente si misura in centinaia di euro all'anno. La guida su quanto costa un POS confronta canoni, commissioni e costi nascosti voce per voce.
Domande Frequenti
Nel 2026 il POS deve emettere lo scontrino?
Dal 1° gennaio 2026 ogni POS va collegato al registratore telematico tramite l'abbinamento logico sul portale Fatture e Corrispettivi (Legge di Bilancio 2025). Il POS non deve stampare lo scontrino, ma l'importo incassato con carta deve risultare coerente con il corrispettivo trasmesso all'Agenzia delle Entrate.
Si può non stampare lo scontrino cartaceo?
Sì. Con i sistemi telematici abilitati è possibile emettere lo scontrino elettronico, con QR code o invio via SMS, secondo l'art. 1-bis del DL 124/2019 introdotto dalla Legge di Bilancio 2021. I corrispettivi restano comunque trasmessi telematicamente all'Agenzia delle Entrate.
Quando lo scontrino cartaceo è esente?
Secondo la Legge di Bilancio 2023 (Legge 197/2022) lo scontrino cartaceo non è obbligatorio per importi fino a 40 euro quando l'esercente utilizza al massimo 4 raccoglitrici per cliente. Il cliente può comunque chiedere lo scontrino a qualsiasi importo.
Chi incassa con POS senza collegamento rischia sanzioni?
Sì. Non collegare POS e cassa rientra nell'omessa memorizzazione dei corrispettivi: la sanzione parte dal 90% dell'IVA relativa alla transazione, con un minimo di 500 euro per violazione secondo il Dlgs 471/1997 aggiornato dalla Legge di Bilancio 2025.
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